Il testo porta un contributo originale sul tema del progetto di una seduta lignea offrendo spunti di riflessione sui metodi di insegnamento nelle discipline di design Le molteplici varianti di sedute oggetto della produzione del design testimoniano la complessità formale, tecnica e funzionale di un ambito della progettazione e produzione sia artigianale sia propriamente industriale. Il legno e le sue peculiarità tanto espressive quanto tecniche si è prestato storicamente alla produzione dei principali sistemi di sedute. La capacità di essere inflesso, grazie alla duttilità delle fibre irrorate dalla linfa, la robustezza e stabilità delle forme che conseguono alla stagionatura, la possibilità di essere segato, tranciato ed incastrato hanno determinato in antico l’uso del legno nella produzione delle sedute. La tecnologia di trasformazione industriale del legno, a partire dalla piegatura chimica e meccanica, lo sviluppo dei legni ricomposti e delle tecniche di messa in forma hanno determinato la produzione in serie in epoca propriamente industriale. Oggi le tecnologie di taglio elettronico aprono ad una nuova forma di artigianato in cui il modello da riprodurre è esatto e le lavorazioni sono potenzialmente complesse. Il taglio elettronico, infatti, consente il rinnovamento delle antiche tecniche di ebanisteria con la precisione dei sistemi di produzione computerizzati. Il legno, nella complessa espressione delle sue varianti tipologiche e tecnologiche consente di descrivere la complessità del progetto della seduta, dalla configurazione morfologica degli elementi attraverso le tecnologie di taglio, curvatura e stampo, alla configurazione statico-funzionale attraverso il tema del incastro a secco, delle giunzioni rimovibili mediante ferramenta, e degli incollaggi chimici. La storia del design diventa terreno di riflessione sulla complessità della forma, gli strumenti tecnici di progetto e costruzione, le diverse declinazioni tecniche e formali del materiale. La sedia disegnata da Rietvelt per il gioielliere Steltman, la poltroncina prodotta da Thonet e la Plywood chair dei coniugi Eames sono, infine, i casi di studio, considerati emblematici ciascuno per l’approccio sperimentale dei singoli designer al progetto di una sedia da destinarsi alla produzione industriale. La produzione dei mobili di Rietvelt, manifesto della filosofia del bauhaus, assumono la semplificazione formale dell’oggetto d’uso quale paradigma estetico della sua produzione; da un punto di vista compositivo stabilisce un sistema di scansione metrica dell’oggetto in relazione alla standardizzazione di produzione e alla antropometria in via intuitiva. La sedia progettata per il gioielliere Steltman esplica chiaramente il paradigma lineare in cui ogni elemento che costituisce la sedia ha un configurazione piana. Ciascuna parte e l’insieme delle parti sottostanno ad un rigido proporzionamento modulare costituito da una maglia quadrata di modulo 10x10 cm ed i suoi sottomoduli. La complessità del repertorio formale dei mobili in faggio prodotti da Thonet a partire dalla seconda metà del XIX secolo, che adottano la curvatura e la torsione spaziale, sono il risultato di intuizioni e sperimentazione che coniugano da una parte le peculiarità meccaniche e fisiche del materiale, dall’altra il procedimento razionalizzato e specializzato attraverso sistemi industriali. Alla base del procedimento compositivo c’è il controllo razionale delle curve nel piano cui corrisponde lo sviluppo tridimensionale di curvature spaziali. Infine, l’esperienza condotta in via sperimentale dagli Eames sulle scocche e la vetroresina che rappresenta la più complessa vicenda dell’ organic forniture, consente una riflessione su modello geometrico a superfici a doppia curvatura. Sul piano formale le scocche pongono il problema della soluzione di continuità delle superfici che non avviene più per mezzo di incastri a secco o semplici avvitature, ma necessità di più complessi meccanismi di ammorsamento.

Tre sedie di legno : evoluzione del linguaggio, della tecnica e degli strumenti di design / Di Roma, Annalisa. - STAMPA. - (2013).

Tre sedie di legno : evoluzione del linguaggio, della tecnica e degli strumenti di design

Annalisa Di Roma
2013-01-01

Abstract

Il testo porta un contributo originale sul tema del progetto di una seduta lignea offrendo spunti di riflessione sui metodi di insegnamento nelle discipline di design Le molteplici varianti di sedute oggetto della produzione del design testimoniano la complessità formale, tecnica e funzionale di un ambito della progettazione e produzione sia artigianale sia propriamente industriale. Il legno e le sue peculiarità tanto espressive quanto tecniche si è prestato storicamente alla produzione dei principali sistemi di sedute. La capacità di essere inflesso, grazie alla duttilità delle fibre irrorate dalla linfa, la robustezza e stabilità delle forme che conseguono alla stagionatura, la possibilità di essere segato, tranciato ed incastrato hanno determinato in antico l’uso del legno nella produzione delle sedute. La tecnologia di trasformazione industriale del legno, a partire dalla piegatura chimica e meccanica, lo sviluppo dei legni ricomposti e delle tecniche di messa in forma hanno determinato la produzione in serie in epoca propriamente industriale. Oggi le tecnologie di taglio elettronico aprono ad una nuova forma di artigianato in cui il modello da riprodurre è esatto e le lavorazioni sono potenzialmente complesse. Il taglio elettronico, infatti, consente il rinnovamento delle antiche tecniche di ebanisteria con la precisione dei sistemi di produzione computerizzati. Il legno, nella complessa espressione delle sue varianti tipologiche e tecnologiche consente di descrivere la complessità del progetto della seduta, dalla configurazione morfologica degli elementi attraverso le tecnologie di taglio, curvatura e stampo, alla configurazione statico-funzionale attraverso il tema del incastro a secco, delle giunzioni rimovibili mediante ferramenta, e degli incollaggi chimici. La storia del design diventa terreno di riflessione sulla complessità della forma, gli strumenti tecnici di progetto e costruzione, le diverse declinazioni tecniche e formali del materiale. La sedia disegnata da Rietvelt per il gioielliere Steltman, la poltroncina prodotta da Thonet e la Plywood chair dei coniugi Eames sono, infine, i casi di studio, considerati emblematici ciascuno per l’approccio sperimentale dei singoli designer al progetto di una sedia da destinarsi alla produzione industriale. La produzione dei mobili di Rietvelt, manifesto della filosofia del bauhaus, assumono la semplificazione formale dell’oggetto d’uso quale paradigma estetico della sua produzione; da un punto di vista compositivo stabilisce un sistema di scansione metrica dell’oggetto in relazione alla standardizzazione di produzione e alla antropometria in via intuitiva. La sedia progettata per il gioielliere Steltman esplica chiaramente il paradigma lineare in cui ogni elemento che costituisce la sedia ha un configurazione piana. Ciascuna parte e l’insieme delle parti sottostanno ad un rigido proporzionamento modulare costituito da una maglia quadrata di modulo 10x10 cm ed i suoi sottomoduli. La complessità del repertorio formale dei mobili in faggio prodotti da Thonet a partire dalla seconda metà del XIX secolo, che adottano la curvatura e la torsione spaziale, sono il risultato di intuizioni e sperimentazione che coniugano da una parte le peculiarità meccaniche e fisiche del materiale, dall’altra il procedimento razionalizzato e specializzato attraverso sistemi industriali. Alla base del procedimento compositivo c’è il controllo razionale delle curve nel piano cui corrisponde lo sviluppo tridimensionale di curvature spaziali. Infine, l’esperienza condotta in via sperimentale dagli Eames sulle scocche e la vetroresina che rappresenta la più complessa vicenda dell’ organic forniture, consente una riflessione su modello geometrico a superfici a doppia curvatura. Sul piano formale le scocche pongono il problema della soluzione di continuità delle superfici che non avviene più per mezzo di incastri a secco o semplici avvitature, ma necessità di più complessi meccanismi di ammorsamento.
2013
978-88-6055-805-3
Alinea
Tre sedie di legno : evoluzione del linguaggio, della tecnica e degli strumenti di design / Di Roma, Annalisa. - STAMPA. - (2013).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/23962
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