Questo contributo intende riflettere sul rapporto tra efficienza ed equità delle scelte, e loro rendicontabilità nell’ambito della decisione pubblica, analizzando l’evoluzione che si impongono all’accountability attraverso l’uso di strumenti di Information and Communication Technology, secondo un modello suggerito da Maskin e Tirole (2004) in un loro recente lavoro pubblicato sull’American Economic Review. Il decisore istituzionale effettuerà scelte più o meno democratiche, privilegiando l’efficienza o l’equità, anche in funzione della possibilità che da esse possa derivare la permanenza nella sua funzione istituzionale. In un contesto infatti nel quale la comunità elegge i decisori pubblici, infatti, la popolarità della scelta è elemento fondamentale per il rinnovo dell’accordo tra decisori e comunità stessa. Scelte impopolari, o improntate all’efficienza più che all’efficacia, possono essere prese in contesti non trasparenti, o in contesti tecnocratici nei quali la rendicontabilità non è richiesta. In riferimento all’ICT, tra gli aspetti generalmente considerati positivi vi è la possibilità di maggiore coinvolgimento degli attori garantita da forme di comunicazione allargate, e supportate da strumenti informatici. Questo stesso elemento di positività divine nel contempo il mezzo attraverso il quale si incrementa anche la possibilità di esercitare il controllo il controllo sul decisore stesso. Il modello di scelta viene calato in un contesto decisionale reale, per illustrare i differenti indirizzi e le evoluzioni che esso può avere in funzione del ruolo che la ICT svolgerà.

Valutazione economica ed etica della governance nella riqualificazione urbana. Riflessioni metodologiche

SELICATO, Francesco;TORRE, Carmelo Maria
2005

Abstract

Questo contributo intende riflettere sul rapporto tra efficienza ed equità delle scelte, e loro rendicontabilità nell’ambito della decisione pubblica, analizzando l’evoluzione che si impongono all’accountability attraverso l’uso di strumenti di Information and Communication Technology, secondo un modello suggerito da Maskin e Tirole (2004) in un loro recente lavoro pubblicato sull’American Economic Review. Il decisore istituzionale effettuerà scelte più o meno democratiche, privilegiando l’efficienza o l’equità, anche in funzione della possibilità che da esse possa derivare la permanenza nella sua funzione istituzionale. In un contesto infatti nel quale la comunità elegge i decisori pubblici, infatti, la popolarità della scelta è elemento fondamentale per il rinnovo dell’accordo tra decisori e comunità stessa. Scelte impopolari, o improntate all’efficienza più che all’efficacia, possono essere prese in contesti non trasparenti, o in contesti tecnocratici nei quali la rendicontabilità non è richiesta. In riferimento all’ICT, tra gli aspetti generalmente considerati positivi vi è la possibilità di maggiore coinvolgimento degli attori garantita da forme di comunicazione allargate, e supportate da strumenti informatici. Questo stesso elemento di positività divine nel contempo il mezzo attraverso il quale si incrementa anche la possibilità di esercitare il controllo il controllo sul decisore stesso. Il modello di scelta viene calato in un contesto decisionale reale, per illustrare i differenti indirizzi e le evoluzioni che esso può avere in funzione del ruolo che la ICT svolgerà.
Analisi e modelli per la pianificazione. Teoria e pratica: lo stato dell’arte
88-464-7095-8
FrancoAngeli
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