Il mare gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni in modo diretto o indiretto. Si pensi, per esempio, alla sua influenza sul clima e sulle temperature sia estive che invernali, al turismo, alla pesca e alle importanti risorse naturali in esso contenute, quali per esempio petrolio e minerali. Il mare ha da sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia. Il Mar Mediterraneo, il “Mare Nostrum” degli antichi Romani, per esempio, è stato per secoli la culla della civiltà. Infatti, sulle sue coste sono sorte, fiorite e tramontate le più grandi civiltà del mondo antico: quella egizia, anche se poi il suo sviluppo si è concretizzato sulle sponde del Nilo, quella fenicia, quella micenea e quella greca, soprattutto nella sua massima espansione di Magna Grecia, quelle del Medio-Oriente (Persiani, Assiri e Babilonesi) ed infine quella Romana ed Araba. Inoltre, è stato per secoli la via più utilizzata per gli scambi commerciali e culturali tra l’Occidente e l’Oriente. D’altra parte, il mare è anche una grande risorsa economica. Molte attività sono basate sul mare e sui suoi prodotti. Basti pensare ai prodotti ittici o alle attività del terziario, come per esempio il turismo, che basano molto della loro stessa esistenza sul mare. Inoltre, parlando del mare e intendendo lo stesso come un’enorme risorsa naturale, spesso adottata come tale dalle comunità costiere, non si tralascerà di dare alcuni dettagli sulle modalità corrette con cui è necessario intervenire nelle zone costiere o nell’ambiente marino. A tal riguardo, per esempio, si pensi che spesso le comunità costiere hanno utilizzato il mare anche come un mezzo recettore dei liquami urbani e industriali, secondo la convinzione, ovviamente errata, che la sua grandezza e le sue caratteristiche consentissero uno scarico indefinito e indiscriminato. Sorge, quindi, la necessità di salvaguardare la risorsa e a questo scopo, alla luce anche delle più recenti normative che vietano l’immissione diretta delle acque reflue nel sottosuolo, è necessario, per esempio, studiare le correnti di circolazione al fine di comprendere la loro influenza sui processi idrodinamici e biologici, il loro contributo alla dispersione dei carichi inquinanti, la relazione esistente tra esse e gli agenti atmosferici.

Aspetti idrodinamici negli studi dell’inquinamento costiero

Michele Mossa
2018-01-01

Abstract

Il mare gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni in modo diretto o indiretto. Si pensi, per esempio, alla sua influenza sul clima e sulle temperature sia estive che invernali, al turismo, alla pesca e alle importanti risorse naturali in esso contenute, quali per esempio petrolio e minerali. Il mare ha da sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia. Il Mar Mediterraneo, il “Mare Nostrum” degli antichi Romani, per esempio, è stato per secoli la culla della civiltà. Infatti, sulle sue coste sono sorte, fiorite e tramontate le più grandi civiltà del mondo antico: quella egizia, anche se poi il suo sviluppo si è concretizzato sulle sponde del Nilo, quella fenicia, quella micenea e quella greca, soprattutto nella sua massima espansione di Magna Grecia, quelle del Medio-Oriente (Persiani, Assiri e Babilonesi) ed infine quella Romana ed Araba. Inoltre, è stato per secoli la via più utilizzata per gli scambi commerciali e culturali tra l’Occidente e l’Oriente. D’altra parte, il mare è anche una grande risorsa economica. Molte attività sono basate sul mare e sui suoi prodotti. Basti pensare ai prodotti ittici o alle attività del terziario, come per esempio il turismo, che basano molto della loro stessa esistenza sul mare. Inoltre, parlando del mare e intendendo lo stesso come un’enorme risorsa naturale, spesso adottata come tale dalle comunità costiere, non si tralascerà di dare alcuni dettagli sulle modalità corrette con cui è necessario intervenire nelle zone costiere o nell’ambiente marino. A tal riguardo, per esempio, si pensi che spesso le comunità costiere hanno utilizzato il mare anche come un mezzo recettore dei liquami urbani e industriali, secondo la convinzione, ovviamente errata, che la sua grandezza e le sue caratteristiche consentissero uno scarico indefinito e indiscriminato. Sorge, quindi, la necessità di salvaguardare la risorsa e a questo scopo, alla luce anche delle più recenti normative che vietano l’immissione diretta delle acque reflue nel sottosuolo, è necessario, per esempio, studiare le correnti di circolazione al fine di comprendere la loro influenza sui processi idrodinamici e biologici, il loro contributo alla dispersione dei carichi inquinanti, la relazione esistente tra esse e gli agenti atmosferici.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/133856
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