La raccolta di informazioni relativa ai monumenti dell’antichità necessita di una particolare cura e attenzione soprattutto per la rarità oltre che per l’importanza dell’opera. Appare evidente quindi che le informazioni che si riescono ad acquisire acquistano un valore di rappresentatività, per cui è necessario agire in modo da renderle facilmente trasferibili e utilizzabili in contesti similari. L’analisi di una frazione di cella del tempio di Athena situato nel parco archeologico di Kamarina a Ragusa, in Sicilia, ha permesso di acquisire dati ed informazioni di notevole importanza sul monumento, che si configurano come una base conoscitiva di utile supporto ai fini della predisposizione di un programma di conservazione da utilizzare inoltre come emblematico riferimento per altri monumenti simili appartenenti alla Sicilia. Nello specifico è stata svolta una caratterizzazione mineralogica del litotipo prelevato da quello che ancora resta della cella del tempio di Athena ed in parallelo è stata svolta la medesima caratterizzazione su campioni di roccia prelevati dalla cava di Punta Braccetto identificata come probabile cava di approvvigionamento. L’obiettivo dello studio è consistito nell’applicazione di una procedura metodologica che ha permesso di mettere in comparazione i dati di caratterizzazione relativi ai campioni prelevati sul monumento con quelli prelevati dalla cava, indicata in letteratura come quella utilizzata per prelevare il materiale per realizzarne la costruzione. Nel caso del tempio di Kamarina lo studio, corredato da una contestualizzazione storico- geografica e da un dossier fotografico, ha consentito di verificare che i materiali utilizzati per costruire il tempio provenivano effettivamente dalla cava di Punta Braccetto situata poco distante dal monumento, a conferma di quanto riportato dalle fonti storiche.

Un metodo per l’identificazione della provenienza: il tempio di Athena a Kamarina

Livadiotti M
;
2014

Abstract

La raccolta di informazioni relativa ai monumenti dell’antichità necessita di una particolare cura e attenzione soprattutto per la rarità oltre che per l’importanza dell’opera. Appare evidente quindi che le informazioni che si riescono ad acquisire acquistano un valore di rappresentatività, per cui è necessario agire in modo da renderle facilmente trasferibili e utilizzabili in contesti similari. L’analisi di una frazione di cella del tempio di Athena situato nel parco archeologico di Kamarina a Ragusa, in Sicilia, ha permesso di acquisire dati ed informazioni di notevole importanza sul monumento, che si configurano come una base conoscitiva di utile supporto ai fini della predisposizione di un programma di conservazione da utilizzare inoltre come emblematico riferimento per altri monumenti simili appartenenti alla Sicilia. Nello specifico è stata svolta una caratterizzazione mineralogica del litotipo prelevato da quello che ancora resta della cella del tempio di Athena ed in parallelo è stata svolta la medesima caratterizzazione su campioni di roccia prelevati dalla cava di Punta Braccetto identificata come probabile cava di approvvigionamento. L’obiettivo dello studio è consistito nell’applicazione di una procedura metodologica che ha permesso di mettere in comparazione i dati di caratterizzazione relativi ai campioni prelevati sul monumento con quelli prelevati dalla cava, indicata in letteratura come quella utilizzata per prelevare il materiale per realizzarne la costruzione. Nel caso del tempio di Kamarina lo studio, corredato da una contestualizzazione storico- geografica e da un dossier fotografico, ha consentito di verificare che i materiali utilizzati per costruire il tempio provenivano effettivamente dalla cava di Punta Braccetto situata poco distante dal monumento, a conferma di quanto riportato dalle fonti storiche.
5th Conference: Diagnosis, Conservation and Valorization of Cultural Heritage
978-88-548-7855-6
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