Un corretto studio dell’idraulica, con le leggi attualmente note, non può prescindere dalla conoscenza degli studiosi e dei progetti che hanno trasformato l’ingegneria da un’arte, spesso avente l’empirismo come sua unica dottrina, a una scienza nel corso dei secoli. Solo conoscendo il passato si potranno meglio apprezzare i contributi di coloro le cui formule di progetto oggi utilizziamo. La storia qui presentata, che dovrà necessariamente essere breve rispetto all’immensità della storia della meccanica dei fluidi, in generale, e degli acquedotti, in particolare, presenta sei paragrafi. Il primo è dedicato alle antiche indagini ed applicazioni sulle correnti. Segue un paragrafo dedicato ad una breve storia degli acquedotti romani, ancora oggi oggetto di tanta ammirazione. Col declino dell’Impero Romano, l’amministrazione necessaria per lo sviluppo e la manutenzione di tali sistemi idrici andò perduta. Doveva passare molto tempo prima che quel tipo di soluzione che al problema avevano dato i Romani potesse essere nuovamente ripreso e applicato. A tali aspetti sono dedicati tre paragrafi, relativi, rispettivamente, alla storia delle correnti dal Medioevo fino al XVII secolo, dal XVIII al XIX secolo e ai più recenti sviluppi e studi, alcuni dei quali ancora in atto in importati università note a livello internazionale. I vari riferimenti riportati in bibliografia consentiranno al lettore interessato di poter approfondire alcune tematiche qui trattate. Infine, allacciandosi alla storia presentata in precedenza, l’ultimo paragrafo approfondisce il caso particolare dell’acquedotto pugliese, opera impressionante oggi e ancor di più quando venne realizzata, oggetto di analisi e confronti a livello internazionale per le dimensioni e arditezza delle soluzioni ingegneristiche adottate. Numerose sono le figure di grande interesse a corredo le testo.

Una breve storia degli acquedotti e delle formule di progettazione dei condotti

Michele Mossa
2020-01-01

Abstract

Un corretto studio dell’idraulica, con le leggi attualmente note, non può prescindere dalla conoscenza degli studiosi e dei progetti che hanno trasformato l’ingegneria da un’arte, spesso avente l’empirismo come sua unica dottrina, a una scienza nel corso dei secoli. Solo conoscendo il passato si potranno meglio apprezzare i contributi di coloro le cui formule di progetto oggi utilizziamo. La storia qui presentata, che dovrà necessariamente essere breve rispetto all’immensità della storia della meccanica dei fluidi, in generale, e degli acquedotti, in particolare, presenta sei paragrafi. Il primo è dedicato alle antiche indagini ed applicazioni sulle correnti. Segue un paragrafo dedicato ad una breve storia degli acquedotti romani, ancora oggi oggetto di tanta ammirazione. Col declino dell’Impero Romano, l’amministrazione necessaria per lo sviluppo e la manutenzione di tali sistemi idrici andò perduta. Doveva passare molto tempo prima che quel tipo di soluzione che al problema avevano dato i Romani potesse essere nuovamente ripreso e applicato. A tali aspetti sono dedicati tre paragrafi, relativi, rispettivamente, alla storia delle correnti dal Medioevo fino al XVII secolo, dal XVIII al XIX secolo e ai più recenti sviluppi e studi, alcuni dei quali ancora in atto in importati università note a livello internazionale. I vari riferimenti riportati in bibliografia consentiranno al lettore interessato di poter approfondire alcune tematiche qui trattate. Infine, allacciandosi alla storia presentata in precedenza, l’ultimo paragrafo approfondisce il caso particolare dell’acquedotto pugliese, opera impressionante oggi e ancor di più quando venne realizzata, oggetto di analisi e confronti a livello internazionale per le dimensioni e arditezza delle soluzioni ingegneristiche adottate. Numerose sono le figure di grande interesse a corredo le testo.
978-88-6717-529-1
Mario Adda
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