Spesso il reticolo idrografico, soprattutto quello minore, presenta numerose anoma‐ lie come cambi improvvisi ed irregolari di direzione, anse in tratti iniziali del corso d’acqua ed irregolarità del profilo non facilmente interpretabili. Irregolarità che sono molto più comuni di quanto si ritenga e che sono probabilmente da imputare a condizionamenti geologico strutturali nella definizione delle vie di deflusso. Accade così che in molti casi non sono solo i fenomeni erosivi delle acque di ruscellamento a definire il reticolo idrografico, ma è l’assetto geologico strutturale a condizionare il deflusso delle acque di ruscellamento. Un caso singolare in tal senso sono le gravine dell’arco ionico pugliese nell’Italia meridionale. Sono delle forre strette e profonde, anche più di 200 m che si sviluppano sul versante sud occi‐ dentale dell’altopiano murgiano pugliese. Rappresentano un elemento significativo sia del pae‐ saggio dell’Italia sud orientale che del reticolo idrografico, atteso che al loro interno scorrono corsi d’acqua a carattere effimero attivi, quasi esclusivamente in occasione di eventi meteorici rilevanti. Fra le peculiarità geomorfologiche c’è sicuramente un andamento assolutamente irre‐ golare e zigzagante dell’alveo, forte acclività dell’alveo ed un reticolo idrografico poco o per niente gerarchizzato, assenza di significative conoidi alluvionali all’uscita delle gravine stesse. Peraltro i corsi d’acqua che in esse defluiscono hanno carattere effimero e quindi il deflusso e le conseguenti azioni erosive hanno carattere occasionale. Il presente lavoro vuole sottolineare una serie di peculiarità morfologiche di questi particolari elementi geomorfologici e del loro reticolo idrografico. Infatti sulla base di riflessioni sulle par‐ ticolari caratteristiche geomorfologiche delle stesse si può ipotizzare una loro origine legata ai fenomeni di sollevamento della piattaforma carbonatica pugliese piuttosto che all’azione erosi‐ va delle acque di ruscellamento. Il lavoro si focalizza su due importati gravine: quelle di Matera e di Ginosa. Pur se apparentemente differenti in alcuni dettagli, esse mostrano caratteristiche comuni che saranno analizzate a supporto di una ipotesi interpretativa alternativa sulle loro ge‐ nesi ed evoluzione.

Condizionamenti geologico strutturali dei reticoli idrografici. Il caso delle gravine di Matera e Ginosa nell'Italia Meridionale

Angelo Doglioni;Vincenzo Simeone
2020-01-01

Abstract

Spesso il reticolo idrografico, soprattutto quello minore, presenta numerose anoma‐ lie come cambi improvvisi ed irregolari di direzione, anse in tratti iniziali del corso d’acqua ed irregolarità del profilo non facilmente interpretabili. Irregolarità che sono molto più comuni di quanto si ritenga e che sono probabilmente da imputare a condizionamenti geologico strutturali nella definizione delle vie di deflusso. Accade così che in molti casi non sono solo i fenomeni erosivi delle acque di ruscellamento a definire il reticolo idrografico, ma è l’assetto geologico strutturale a condizionare il deflusso delle acque di ruscellamento. Un caso singolare in tal senso sono le gravine dell’arco ionico pugliese nell’Italia meridionale. Sono delle forre strette e profonde, anche più di 200 m che si sviluppano sul versante sud occi‐ dentale dell’altopiano murgiano pugliese. Rappresentano un elemento significativo sia del pae‐ saggio dell’Italia sud orientale che del reticolo idrografico, atteso che al loro interno scorrono corsi d’acqua a carattere effimero attivi, quasi esclusivamente in occasione di eventi meteorici rilevanti. Fra le peculiarità geomorfologiche c’è sicuramente un andamento assolutamente irre‐ golare e zigzagante dell’alveo, forte acclività dell’alveo ed un reticolo idrografico poco o per niente gerarchizzato, assenza di significative conoidi alluvionali all’uscita delle gravine stesse. Peraltro i corsi d’acqua che in esse defluiscono hanno carattere effimero e quindi il deflusso e le conseguenti azioni erosive hanno carattere occasionale. Il presente lavoro vuole sottolineare una serie di peculiarità morfologiche di questi particolari elementi geomorfologici e del loro reticolo idrografico. Infatti sulla base di riflessioni sulle par‐ ticolari caratteristiche geomorfologiche delle stesse si può ipotizzare una loro origine legata ai fenomeni di sollevamento della piattaforma carbonatica pugliese piuttosto che all’azione erosi‐ va delle acque di ruscellamento. Il lavoro si focalizza su due importati gravine: quelle di Matera e di Ginosa. Pur se apparentemente differenti in alcuni dettagli, esse mostrano caratteristiche comuni che saranno analizzate a supporto di una ipotesi interpretativa alternativa sulle loro ge‐ nesi ed evoluzione.
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