Clearly Urbanism is not a “science” because it is connote a weak statute and because the object of its studies is dinamic and uncertain. Because of that and sharing the assumption that « the term Ur- banism, in particular in Italy, and precisely because of its oscillation, defines an uncertain field», the approach to teaching Urbanism1 aims to illustrate positively the heterogeneity of the discipline using other studies and other languages that bring to the knowledge and description of the city. Reaching out to the experimentation of Bernardo Secchi’s “Literary Cities” (Urbanistic 1985-1989), the Ciclo delle Narrazioni introduces the main urban issues (schematically reduced to 5) through film vision, from Metropolis to La Grande bellezza and take the opportunity of extra-disciplinary contamina- tion and the ability of alternative but equally pertinent narratives to overcome the indefinability of urban phenomena made of mobility, flow and everyday practices.

La disciplina dell’urbanistica è difficilmente riconducibile alla nozione di scienza in virtù dello statu- to debole che la connota e per la mutevolezza e l’incostanza dell’oggetto dei suoi studi. Condividendo l’assunto che il termine «‘urbanistica’ nomina, in particolare in Italia e proprio in ragione della sua oscillazione, un campo incerto», la didattica di avvicinamento alla materia1 punta ad illustrare in termini positivi il carattere di eterogeneità che connota l’Urbanistica attraverso il supporto che altre discipline ed altri linguaggi apportano per la conoscenza e la descrizione della città. Riallineandosi e riferendosi chiaramente all’esperimento della rubrica «Le città letterarie» di Bernardo Secchi («Ur- banistica» 1985-1989), il Ciclo didattico delle Narrazioni, introduce le principali questioni urbane (schematicamente ridotte a cinque) attraverso la visione di film, dalla storica pellicola di Metropolis sino a La grande bellezza e coglie l’opportunità della contaminazione extra-disciplinare e la capacità di narrazioni alternative, ma ugualmente pertinenti, di superare l’indicibilità dei fenomeni urbani fatti di mobilità, flusso e pratiche quotidiane.

Narrazioni per l’Urbanistica

Annese Mariella
2018-01-01

Abstract

La disciplina dell’urbanistica è difficilmente riconducibile alla nozione di scienza in virtù dello statu- to debole che la connota e per la mutevolezza e l’incostanza dell’oggetto dei suoi studi. Condividendo l’assunto che il termine «‘urbanistica’ nomina, in particolare in Italia e proprio in ragione della sua oscillazione, un campo incerto», la didattica di avvicinamento alla materia1 punta ad illustrare in termini positivi il carattere di eterogeneità che connota l’Urbanistica attraverso il supporto che altre discipline ed altri linguaggi apportano per la conoscenza e la descrizione della città. Riallineandosi e riferendosi chiaramente all’esperimento della rubrica «Le città letterarie» di Bernardo Secchi («Ur- banistica» 1985-1989), il Ciclo didattico delle Narrazioni, introduce le principali questioni urbane (schematicamente ridotte a cinque) attraverso la visione di film, dalla storica pellicola di Metropolis sino a La grande bellezza e coglie l’opportunità della contaminazione extra-disciplinare e la capacità di narrazioni alternative, ma ugualmente pertinenti, di superare l’indicibilità dei fenomeni urbani fatti di mobilità, flusso e pratiche quotidiane.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/228182
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