“Il trascendentale è nella modificazione infinita e nella modulazione spaziosa della pelle” (Jean-Luc Nancy, 1992/2014) Il contributo è finalizzato a presentare INMATEX, la materioteca fisica e virtuale fondata dall’autore presso il Politecnico di Bari. INMATEX, acronimo di INteraction MATerial EXperience, è il risultato delle ricerche condotte dal 2011 sull’interazione delle superfici, attraverso la definizione di gradienti sensoriali. Esse sono confluite con INMATEX all’interno di una rigorosa costruzione logica, per superare la semplice determinazione classificatoria e per aprire, pur nel rigore, a rimandi o processi di indeterminazione progettuale. Non sembri un paradosso, ma la sfida posta è stata proprio quella di creare le condizioni per una sorta di cristallizzazione dell’impossibile, una forma di poietica, che ponesse INMATEX in un orizzonte differente rispetto a quello delle materioteche o material library, fisiche e/o virtuali esistenti. INMATEX non è solo un servizio alle imprese o ai progettisti o agli studenti, né un database, ma un dispositivo generativo nel quale le superfici/materiali si organizzano secondo principi seriali, o variazioni per evidenziare quanto ci suggerisce Anselm Kiefer (2011/2018, p.170) riferendosi a Monet, pittore di superfici: “l’interesse non è più rivolto all’oggetto in quanto tale, ma […] a quel che sta nel mezzo, a ciò che si colloca tra le diverse superfici, a ciò che si muta durante la realizzazione di ogni veduta, durante il tempo del lavoro. Si può dunque immaginare che ciò che a Monet interessa non sia altro che il percorso effettuato da un quadro all’altro. Alla fine, la cosa essenziale per lui è il processo, non il risultato”. Quale migliore occasione si poteva presentare allora nel paradosso tra presenza materiale delle superfici e loro irrappresentabilità virtuale, tra soggettività della percezione e strumenti tecnico-scientifici della loro misurazione, che quello di costruire una material library in forma di processo.

INMATEX: INteraction MAterial EXperience lab. Uno strumento di ricerca e didattica per il design delle superfici.

Carullo
2020-01-01

Abstract

“Il trascendentale è nella modificazione infinita e nella modulazione spaziosa della pelle” (Jean-Luc Nancy, 1992/2014) Il contributo è finalizzato a presentare INMATEX, la materioteca fisica e virtuale fondata dall’autore presso il Politecnico di Bari. INMATEX, acronimo di INteraction MATerial EXperience, è il risultato delle ricerche condotte dal 2011 sull’interazione delle superfici, attraverso la definizione di gradienti sensoriali. Esse sono confluite con INMATEX all’interno di una rigorosa costruzione logica, per superare la semplice determinazione classificatoria e per aprire, pur nel rigore, a rimandi o processi di indeterminazione progettuale. Non sembri un paradosso, ma la sfida posta è stata proprio quella di creare le condizioni per una sorta di cristallizzazione dell’impossibile, una forma di poietica, che ponesse INMATEX in un orizzonte differente rispetto a quello delle materioteche o material library, fisiche e/o virtuali esistenti. INMATEX non è solo un servizio alle imprese o ai progettisti o agli studenti, né un database, ma un dispositivo generativo nel quale le superfici/materiali si organizzano secondo principi seriali, o variazioni per evidenziare quanto ci suggerisce Anselm Kiefer (2011/2018, p.170) riferendosi a Monet, pittore di superfici: “l’interesse non è più rivolto all’oggetto in quanto tale, ma […] a quel che sta nel mezzo, a ciò che si colloca tra le diverse superfici, a ciò che si muta durante la realizzazione di ogni veduta, durante il tempo del lavoro. Si può dunque immaginare che ciò che a Monet interessa non sia altro che il percorso effettuato da un quadro all’altro. Alla fine, la cosa essenziale per lui è il processo, non il risultato”. Quale migliore occasione si poteva presentare allora nel paradosso tra presenza materiale delle superfici e loro irrappresentabilità virtuale, tra soggettività della percezione e strumenti tecnico-scientifici della loro misurazione, che quello di costruire una material library in forma di processo.
Modernisation and Globalization. Challenges and opportunities in architecture, urbanism, cultural heritage
978-9928-346-01-8
978-9928-131-92-8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/245327
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