In its value as a complex artefact, expression of a balance between form and function but poised between the idea of a design or furnishing object and that of a mechanical tool, the handle is an extraordinary seismograph of reflections on the relationship between technique and form within a typology that historically remains substantially unchanged. A meeting point between aesthetic languages and tangible proof of the experimental and innovative intentions of the great masters of the twentieth century, the handle has always been disputed by the territories of design and architecture, sometimes becoming a starting point and sometimes the result of interpretative actions on the relationship between technique and form through its materials and its productive processes. Starting from a reflection on the dialogue between technique and form in the design object analysed in its historical evolution, the contribution assumes the handle artifact in its exemplary and non-applicative dimension as a metonymic device of this dialogue, analysing it through European experiences (in particular German and Italian) the approaches and interpretations that have gradually followed one another over time.

Nella sua valenza di artefatto complesso, espressione di un equilibrio tra forma e funzione ma in bilico tra l’idea di oggetto di design o d’arredo e quella di utensile meccanico, la maniglia è uno straordinario testimonio delle riflessioni sul rapporto tra tecnica e forma all’interno di una tipologia che storicamente rimane sostanzialmente immutata. Punto d’incontro tra linguaggi estetici e prova tangibile delle intenzionalità sperimentali e innovative dei grandi maestri del Novecento, la maniglia è da sempre contesa dai territori del design e dell’architettura, divenendo a volte punto di partenza e a volte risultato di azioni interpretative del rapporto tra tecnica e forma attraverso i suoi materiali e i suoi processi produttivi. A partire da una riflessione sul dialogo tra tecnica e forma nell’oggetto di design analizzato nella sua evoluzione storica, il contributo assume l’artefatto maniglia nella sua dimensione esemplare e non applicativa di dispositivo metonomico di questo dialogo, analizzandone attraverso le esperienze europee (in particolare tedesche e italiane) gli approcci e le interpretazioni che nel tempo si sono via via succeduti.

Tecnica e forma nel design della maniglia

Bagnato Vincenzo Paolo;Anna Christiana Maiorano
2022-01-01

Abstract

Nella sua valenza di artefatto complesso, espressione di un equilibrio tra forma e funzione ma in bilico tra l’idea di oggetto di design o d’arredo e quella di utensile meccanico, la maniglia è uno straordinario testimonio delle riflessioni sul rapporto tra tecnica e forma all’interno di una tipologia che storicamente rimane sostanzialmente immutata. Punto d’incontro tra linguaggi estetici e prova tangibile delle intenzionalità sperimentali e innovative dei grandi maestri del Novecento, la maniglia è da sempre contesa dai territori del design e dell’architettura, divenendo a volte punto di partenza e a volte risultato di azioni interpretative del rapporto tra tecnica e forma attraverso i suoi materiali e i suoi processi produttivi. A partire da una riflessione sul dialogo tra tecnica e forma nell’oggetto di design analizzato nella sua evoluzione storica, il contributo assume l’artefatto maniglia nella sua dimensione esemplare e non applicativa di dispositivo metonomico di questo dialogo, analizzandone attraverso le esperienze europee (in particolare tedesche e italiane) gli approcci e le interpretazioni che nel tempo si sono via via succeduti.
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