Still in the 3rd century A.D. literary sources celebrated the marble sculptors, who based their craftsmanship on the skill of their hands and on the tools that supported their work. Statues and reliefs, in fact, were the result of an articulated artisanal process that proceeded in successive stages. For each of these phases, the stonecutters made use of specific tools, in order to eliminate the excess material and to model the remaining one, outlining and - at the same time - making evident the formal values of the figurative tradition of the artisan workshops and their time. Sometimes the same tools took on an even more active role in the processes of transformation of the figurative culture of certain periods; in this regard, an exemplary case is the drill which, initially used for purely functional purposes, gradually spreads in parallel with the standardization of handicraft practices in the Hellenistic and Roman periods until at the end of the 2nd and 3rd centuries it became the main instrument of a changed aesthetic taste, which prefers a “drawing-illusionistic” form over a “plastic-naturalistic” one. The contribution aims to investigate, through the analysis of some exemplary cases, the relationship between tools and the transformations of figurative culture in ancient sculpture.

Ancora nel III d.C. le fonti letterarie celebravano gli scultori del marmo, i quali fondavano la propria capacità artigiana sulla perizia delle mani e sugli strumenti che ne assecondavano l’operato. Statue e rilievi, infatti, erano il frutto di un articolato processo artigianale che procedeva per stadi successivi. Per ognuna di queste fasi gli scalpellini si avvalevano di strumenti specifici, che consentivano di eliminare il materiale in eccesso e modellare quello rimanente, delineando e – allo stesso tempo – rendendo evidenti i valori formali della tradizione figurativa delle botteghe artigiane e del loro tempo. Talvolta i medesimi strumenti assumevano un ruolo ancora più attivo nei processi di trasformazione della cultura figurativa di determinati periodi; rappresenta un caso esemplare in questo senso il trapano che, inizialmente utilizzato per scopi puramente funzionali, acquista maggiore diffusione in parallelo con la standardizzazione delle pratiche artigianali in età ellenistica e romana fino a divenire alla fine II-III secolo il principale strumento di un mutato gusto estetico, che predilige una forma “disegnativo-illusionistica” rispetto ad una “plastico-naturalistica”. Il contributo si propone di indagare, attraverso l’analisi di alcuni casi esemplari, il rapporto tra gli strumenti e le trasformazioni della cultura figurativa nella scultura antica.

Dalla tecnica alla forma: strumenti e trasformazioni della cultura figurativa nella scultura antica

Roberta Belli Pasqua
2022-01-01

Abstract

Ancora nel III d.C. le fonti letterarie celebravano gli scultori del marmo, i quali fondavano la propria capacità artigiana sulla perizia delle mani e sugli strumenti che ne assecondavano l’operato. Statue e rilievi, infatti, erano il frutto di un articolato processo artigianale che procedeva per stadi successivi. Per ognuna di queste fasi gli scalpellini si avvalevano di strumenti specifici, che consentivano di eliminare il materiale in eccesso e modellare quello rimanente, delineando e – allo stesso tempo – rendendo evidenti i valori formali della tradizione figurativa delle botteghe artigiane e del loro tempo. Talvolta i medesimi strumenti assumevano un ruolo ancora più attivo nei processi di trasformazione della cultura figurativa di determinati periodi; rappresenta un caso esemplare in questo senso il trapano che, inizialmente utilizzato per scopi puramente funzionali, acquista maggiore diffusione in parallelo con la standardizzazione delle pratiche artigianali in età ellenistica e romana fino a divenire alla fine II-III secolo il principale strumento di un mutato gusto estetico, che predilige una forma “disegnativo-illusionistica” rispetto ad una “plastico-naturalistica”. Il contributo si propone di indagare, attraverso l’analisi di alcuni casi esemplari, il rapporto tra gli strumenti e le trasformazioni della cultura figurativa nella scultura antica.
QUAD. Quaderni di Architettura e Design
978-88-5491-334-9
Edizioni Quasar
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/246580
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