Fra la fine degli anni Ottanta e Novanta dello scorso millennio, l’introduzione del computer trasforma il modo di progettare grafica in Italia — ma non ovunque allo stesso ritmo, né con lo stesso segno. La rivoluzione lenta ricostruisce questo passaggio attraverso le voci dirette di chi lo ha vissuto: decine di interviste inedite a progettiste e progettisti che, fra Milano e le sue periferie creative — Venezia, l’Emilia-Romagna, Firenze, il Nord-Est — hanno accolto, adattato o contrastato l'arrivo della strumentazione digitale. Il volume smonta l’idea di una rivoluzione improvvisa e uniforme, restituendo invece una transizione lenta, discontinua, segnata da resistenze generazionali e da geografie del progetto spesso ignorate dalla storiografia ufficiale del graphic design italiano. Accanto ai grandi studi milanesi, emergono i centri sociali, i club, le riviste indipendenti e le committenze pubbliche che, nelle ‘aree periferiche’, diventano laboratori di sperimentazione digitale prima ancora che il computer si affermi nell’industria e nell’editoria tradizionale. Frutto di una ricerca dottorale condotta su fonti d’archivio e testimonianze orali raccolte direttamente dall’autrice, il libro propone una storia della grafica italiana scritta a più voci: un contributo rigoroso ma narrativamente accessibile, pensato per lettori specialisti — storici del design, docenti, professionisti della comunicazione visiva — e per chiunque sia interessato a comprendere come le tecnologie cambino, lentamente, anche i linguaggi visivi di un intero Paese.
La rivoluzione lenta. Grafica italiana e computer fra Ottanta e Novanta / Pastore, M.. - ELETTRONICO. - (2026).
La rivoluzione lenta. Grafica italiana e computer fra Ottanta e Novanta
Pastore, Monica
2026
Abstract
Fra la fine degli anni Ottanta e Novanta dello scorso millennio, l’introduzione del computer trasforma il modo di progettare grafica in Italia — ma non ovunque allo stesso ritmo, né con lo stesso segno. La rivoluzione lenta ricostruisce questo passaggio attraverso le voci dirette di chi lo ha vissuto: decine di interviste inedite a progettiste e progettisti che, fra Milano e le sue periferie creative — Venezia, l’Emilia-Romagna, Firenze, il Nord-Est — hanno accolto, adattato o contrastato l'arrivo della strumentazione digitale. Il volume smonta l’idea di una rivoluzione improvvisa e uniforme, restituendo invece una transizione lenta, discontinua, segnata da resistenze generazionali e da geografie del progetto spesso ignorate dalla storiografia ufficiale del graphic design italiano. Accanto ai grandi studi milanesi, emergono i centri sociali, i club, le riviste indipendenti e le committenze pubbliche che, nelle ‘aree periferiche’, diventano laboratori di sperimentazione digitale prima ancora che il computer si affermi nell’industria e nell’editoria tradizionale. Frutto di una ricerca dottorale condotta su fonti d’archivio e testimonianze orali raccolte direttamente dall’autrice, il libro propone una storia della grafica italiana scritta a più voci: un contributo rigoroso ma narrativamente accessibile, pensato per lettori specialisti — storici del design, docenti, professionisti della comunicazione visiva — e per chiunque sia interessato a comprendere come le tecnologie cambino, lentamente, anche i linguaggi visivi di un intero Paese.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


