La definizione di “architettura funzionale” è legata all’architettura razionale puntando più sui vantaggi funzionali dimostrabili con razionalità piuttosto che sulle valutazioni di gusto e di stile. La tipologia funzionale trova la sua espressione proprio nella progettazione dei luoghi dell’abitare che si diffonde specie nell’edilizia popolare degli anni ’20 -’40. Nel primo dopoguerra il problema dell’abitazione diventa improvvisamente rilevante in molti paesi europei e la carenza di alloggi non è dovuta soltanto ai danni di guerra, devastanti soprattutto in Francia, quanto all’arresto dell’attività edilizia, durante tutto il conflitto, nei paesi belligeranti e neutrali. Il costo di costruzione degli alloggi aumenta molto più del costo della vita sia per l’incremento del prezzo dei materiali, della manodopera, del valore dei terreni, che per l’incalzante richiesta di costruzioni edilizie sempre più perfezionate. Tutto ciò induce lo Stato ad intervenire direttamente con proprie leggi e risorse per assicurare una “casa” ai meno abbienti. Si assiste sostanzialmente a due modalità di intervento pubblico: in Inghilterra, Svezia e Belgio lo Stato interviene con crediti ed agevolazioni ad associazioni ed enti privati che costruiscono svariate centinaia di migliaia di alloggi popolari tra le due guerre; in altri paesi come la Francia, la Germania, l’Austria, lo Stato costruisce direttamente, attraverso programmi municipalizzati di edilizia, interi complessi che incidono notevolmente sull’organizzazione delle città o di estensioni tali da costituire essi stessi delle città nuove.

L'aspetto tipologico e architettonico della residenza popolare in Italia

CALDERAZZI, Antonella
2008

Abstract

La definizione di “architettura funzionale” è legata all’architettura razionale puntando più sui vantaggi funzionali dimostrabili con razionalità piuttosto che sulle valutazioni di gusto e di stile. La tipologia funzionale trova la sua espressione proprio nella progettazione dei luoghi dell’abitare che si diffonde specie nell’edilizia popolare degli anni ’20 -’40. Nel primo dopoguerra il problema dell’abitazione diventa improvvisamente rilevante in molti paesi europei e la carenza di alloggi non è dovuta soltanto ai danni di guerra, devastanti soprattutto in Francia, quanto all’arresto dell’attività edilizia, durante tutto il conflitto, nei paesi belligeranti e neutrali. Il costo di costruzione degli alloggi aumenta molto più del costo della vita sia per l’incremento del prezzo dei materiali, della manodopera, del valore dei terreni, che per l’incalzante richiesta di costruzioni edilizie sempre più perfezionate. Tutto ciò induce lo Stato ad intervenire direttamente con proprie leggi e risorse per assicurare una “casa” ai meno abbienti. Si assiste sostanzialmente a due modalità di intervento pubblico: in Inghilterra, Svezia e Belgio lo Stato interviene con crediti ed agevolazioni ad associazioni ed enti privati che costruiscono svariate centinaia di migliaia di alloggi popolari tra le due guerre; in altri paesi come la Francia, la Germania, l’Austria, lo Stato costruisce direttamente, attraverso programmi municipalizzati di edilizia, interi complessi che incidono notevolmente sull’organizzazione delle città o di estensioni tali da costituire essi stessi delle città nuove.
L'edilizia a struttura mista dei primi del '900: procedure e interventi per la conservazione e manutenzione
9788880827542
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