Colpito da un grave dissesto idrogeologico innescato da lenti ma progressivi mo- vimenti franosi, l’insediamento fu evacuato negli anni Sessanta del XX secolo quando un’ordinanza sindacale impose il trasferimento della maggioranza degli abitanti a fondovalle, in località Peschiera. Allo stato attuale l’antico insediamento versa in uno stato di avanzato degrado, accelerato da una mancata manutenzione che, ancor più del movimento franoso, seppure lento ma inarrestabile, mina la sopravvivenza del borgo. Tuttavia è l’aspetto decadente che, paradossalmente, costituisce il valore aggiunto di Craco inscindibilmente legato ad un paesaggio naturale di grande suggestione. Ed è il fascino esercitato da una città allo stato di rovina, sospesa in una dimensione atemporale, che ha indirizzato Craco ver- so un’inaspettata vocazione artistica, no a diventare motivo di attrazione per il mondo dell’arte, del cinema d’autore ed in seguito, di un turismo colto sedotto dall’elevato potere evocativo del luogo. L’indagine che qui si presenta prosegue ed amplia la ricerca affrontata da un precedente Laboratorio di Laurea in Restauro, attivato nell’A.A. 2013/2014, che aveva focalizzato la propria attenzione su una parte dell’antico nucleo abitato, co- stituito dagli edi ci che si articolano attorno a largo Machiavelli e piazza Grossi, attualmente accessibile grazie ad un percorso messo in sicurezza che permette di raggiungere la torre normanna costruita sulla sommità della collina. Nel riprendere le Linee-Guida messe a punto nella trascorsa esperienza progettuale, gli allievi di questo Laboratorio confermano gli indirizzi generali già trac- ciati per quanto attiene ai lavori di sistemazione idrogeologica e paesaggistica, alla regimazione delle acque piovane, alla messa in sicurezza del percorso di visita che in questo caso si prevede di estendere a tutto l’insediamento, al consolida- mento strutturale delle murature superstiti, alla musealizzazione dei ruderi, alla istituzione a Craco di un centro di eccellenza per lo studio dei fenomeni franosi e alla promozione del borgo come luogo di produzione artistico-culturale. Alcune scelte speci che, invece, sono state modi cate in virtù delle nuove acquisizioni emerse durante le complesse, ancorché rischiose, operazioni di rilievo della nuo- va area scelta come caso di studio, coincidente con gli edi ci lungo via Al eri, il percorso di crinale che collega la torre normanna situata a nord-est con i palazzi Carbone-Rigirone collocati a nord-ovest.

Presentazione della seconda Tesi di Laurea in Restauro sul borgo medievale di Craco (MT)

De Cadilhac, R.
2015

Abstract

Colpito da un grave dissesto idrogeologico innescato da lenti ma progressivi mo- vimenti franosi, l’insediamento fu evacuato negli anni Sessanta del XX secolo quando un’ordinanza sindacale impose il trasferimento della maggioranza degli abitanti a fondovalle, in località Peschiera. Allo stato attuale l’antico insediamento versa in uno stato di avanzato degrado, accelerato da una mancata manutenzione che, ancor più del movimento franoso, seppure lento ma inarrestabile, mina la sopravvivenza del borgo. Tuttavia è l’aspetto decadente che, paradossalmente, costituisce il valore aggiunto di Craco inscindibilmente legato ad un paesaggio naturale di grande suggestione. Ed è il fascino esercitato da una città allo stato di rovina, sospesa in una dimensione atemporale, che ha indirizzato Craco ver- so un’inaspettata vocazione artistica, no a diventare motivo di attrazione per il mondo dell’arte, del cinema d’autore ed in seguito, di un turismo colto sedotto dall’elevato potere evocativo del luogo. L’indagine che qui si presenta prosegue ed amplia la ricerca affrontata da un precedente Laboratorio di Laurea in Restauro, attivato nell’A.A. 2013/2014, che aveva focalizzato la propria attenzione su una parte dell’antico nucleo abitato, co- stituito dagli edi ci che si articolano attorno a largo Machiavelli e piazza Grossi, attualmente accessibile grazie ad un percorso messo in sicurezza che permette di raggiungere la torre normanna costruita sulla sommità della collina. Nel riprendere le Linee-Guida messe a punto nella trascorsa esperienza progettuale, gli allievi di questo Laboratorio confermano gli indirizzi generali già trac- ciati per quanto attiene ai lavori di sistemazione idrogeologica e paesaggistica, alla regimazione delle acque piovane, alla messa in sicurezza del percorso di visita che in questo caso si prevede di estendere a tutto l’insediamento, al consolida- mento strutturale delle murature superstiti, alla musealizzazione dei ruderi, alla istituzione a Craco di un centro di eccellenza per lo studio dei fenomeni franosi e alla promozione del borgo come luogo di produzione artistico-culturale. Alcune scelte speci che, invece, sono state modi cate in virtù delle nuove acquisizioni emerse durante le complesse, ancorché rischiose, operazioni di rilievo della nuo- va area scelta come caso di studio, coincidente con gli edi ci lungo via Al eri, il percorso di crinale che collega la torre normanna situata a nord-est con i palazzi Carbone-Rigirone collocati a nord-ovest.
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