Il censimento delle architetture fortificate in Puglia compiuto in un arco temporale relativamente breve, è stato il primo indispensabile passo per avviare la conoscenza di un patrimonio per anni dimenticato, la cui importanza è stata progressivamente rivalutata catalizzando l’interesse dei mezzi di comunicazione, del turismo culturale e delle amministrazioni pubbliche. Rimane tuttavia un patrimonio scarsamente valorizzato, in alcuni casi incustodito, se non alterato, spesso male utilizzato, di cui si trascura l’inscindibile rapporto con le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, che potrebbero essere trasformate in vantaggio competitivo per aumentare l’attrattività, anche turistica del territorio, promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile, rafforzare la coesione sociale, migliorare la qualità della vita. Posto che la salvaguardia e la valorizzazione trovano il loro presupposto nella completa conoscenza del patrimonio, ancora poco indagato in Puglia, è necessario imprimere un’accelerazione al graduale processo di acquisizione e approfondimento dei dati per promuovere uno studio sistematico delle singole emergenze monumentali, fondato sulle fonti documentarie, laddove rintracciabili, oltre che sull’analisi diretta attraverso lo strumento del rilievo. Tale indagine si pone come fondamentale nella prospettiva di un progetto di conservazione e valorizzazione perché permette di conoscere intimamente il monumento, apprezzarne il valore, favorire un approccio rispettoso dell’identità e della storia del bene da tutelare in rapporto al contesto territoriale di appartenenza. Si tratta di un percorso che consente di arginare interventi che, come in alcuni casi è accaduto, mirano a restituire una presunta configurazione originaria del monumento o ad esaltare una sola fase costruttiva negando l’identità di organismo che si evolve nel tempo, oppure ancora inclini ad attribuire nuove destinazioni d’uso indifferenti, se non irriguardose, nei confronti dei caratteri identitari e delle vocazioni funzionali dell’edificio. Solo dall’intima conoscenza della fabbrica, esemplificabile attraverso alcuni casi di studio in Terra d'Otranto affrontati in recenti esperienze didattiche, potranno derivare scelte teoricamente e storicamente fondate, capaci di prendere le distanze da tutte quelle soluzioni che, al contrario, risultano incongrue e dannose tanto da compromettere oltre che la corretta lettura storica e architettonica del monumento, una rispettosa rifunzionalizzazione.

Castelli di Puglia. Problemi di conservazione e valorizzazione

DE CADILHAC, R.
2014

Abstract

Il censimento delle architetture fortificate in Puglia compiuto in un arco temporale relativamente breve, è stato il primo indispensabile passo per avviare la conoscenza di un patrimonio per anni dimenticato, la cui importanza è stata progressivamente rivalutata catalizzando l’interesse dei mezzi di comunicazione, del turismo culturale e delle amministrazioni pubbliche. Rimane tuttavia un patrimonio scarsamente valorizzato, in alcuni casi incustodito, se non alterato, spesso male utilizzato, di cui si trascura l’inscindibile rapporto con le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, che potrebbero essere trasformate in vantaggio competitivo per aumentare l’attrattività, anche turistica del territorio, promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile, rafforzare la coesione sociale, migliorare la qualità della vita. Posto che la salvaguardia e la valorizzazione trovano il loro presupposto nella completa conoscenza del patrimonio, ancora poco indagato in Puglia, è necessario imprimere un’accelerazione al graduale processo di acquisizione e approfondimento dei dati per promuovere uno studio sistematico delle singole emergenze monumentali, fondato sulle fonti documentarie, laddove rintracciabili, oltre che sull’analisi diretta attraverso lo strumento del rilievo. Tale indagine si pone come fondamentale nella prospettiva di un progetto di conservazione e valorizzazione perché permette di conoscere intimamente il monumento, apprezzarne il valore, favorire un approccio rispettoso dell’identità e della storia del bene da tutelare in rapporto al contesto territoriale di appartenenza. Si tratta di un percorso che consente di arginare interventi che, come in alcuni casi è accaduto, mirano a restituire una presunta configurazione originaria del monumento o ad esaltare una sola fase costruttiva negando l’identità di organismo che si evolve nel tempo, oppure ancora inclini ad attribuire nuove destinazioni d’uso indifferenti, se non irriguardose, nei confronti dei caratteri identitari e delle vocazioni funzionali dell’edificio. Solo dall’intima conoscenza della fabbrica, esemplificabile attraverso alcuni casi di studio in Terra d'Otranto affrontati in recenti esperienze didattiche, potranno derivare scelte teoricamente e storicamente fondate, capaci di prendere le distanze da tutte quelle soluzioni che, al contrario, risultano incongrue e dannose tanto da compromettere oltre che la corretta lettura storica e architettonica del monumento, una rispettosa rifunzionalizzazione.
Fortificazioni, memoria, paesaggio : Convegno scientifico in occasione dei cinquant'anni di attività dell'Istituto italiano dei castelli, 1964-2014 [...] riassunti delle relazioni
978-88-8420-881-1
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