With the restoration works realized upon the Heritage building involved in the seismic event of the 2009 in Abruzzo, we need to focusing on the strengthening techniques, and the practice performed by administrations interested in working and rehabilitating the building but non on their conservation, and professionals too fast to step on the correct behavior on the heritage. In face to understand how the ancient building can continue his history respecting the limits of safety imposed for different uses, in Italy we chose in blind manner the destination and then the historic building have to be violated to respond to an unreasonable request. The good thing is that the seismic behavior of the heritage buildings is now re-entered in the university courses and researches, after a very long time in which it seems the only theme was about the conservation of surfaces and materials, quite there was not part of a building that is an organism, and his health could not be guaranteed without looking at him on his entireness.

Il testo vuole mettere in evidenza in importante ed attuale aspetto della operatività del Restauro Architettonico. Alla luce degli interventi di restauro dei beni culturali danneggiati dagli eventi sismici del 2009 in Abruzzo e del 2012 in Emilia Romagna, appare doverosa una riflessione sulle pratiche della progettazione del consolidamento: a prescindere dagli obblighi dettati dalla “normativa antisismica”, si registra una diffusa rinnovata sensibilità verso il comportamento sismico dei fabbricati anche negli ambienti della ricerca universitaria e nelle attività didattiche. Nell’ambito della progettazione si traduce nell’adeguamento (quando possibile ed ove imposto dalla normativa vigente) o nel “miglioramento” del comportamento sismico del fabbricato oggetto del restauro. Tale sensibilità si è immediatamente allargata a tutti i temi di restauro anche prescindendo dai siti direttamente colpiti, non solo in quanto imposto dalla normativa vigente, ma anche perché il tema sismico è pienamente entrato finalmente nella sensibilità della collettività dei restauratori, forse spostando anche l’attenzione di parte della disciplina dalla mera conservazione delle superfici a temi più radicati nella concezione costruttiva, tipologica, morfologica su cui la disciplina del Restauro si è strutturata a partire dall’opera di Gustavo Giovannoni nella Scuola Romana. Il tema dell’adeguamento e del consolidamento sismico, tuttavia, sebbene accuratamente normati con una struttura legislativa molto sensibile ai temi dell’esistente e scientificamente aderente alla realtà fisica e sperimentale del comportamento delle strutture storiche, si presta a diverse vulnerabilità: in primis la fragilità di una analisi comportamentale del Bene oggetto di restauro indissolubilmente dipendente da una modellazione del comportamento della struttura che è frutto dell’interpretazione da parte di chi svolge l’analisi: la modellazione tuttavia richiede competenze tecniche, scientifiche e (non trascurabile) informatiche che spesso esulano dalla formazione di molti restauratori. Né la formazione di un esperto scienziato delle costruzioni comporta necessariamente una sensibilità od un esperienza relative al comportamento delle strutture storiche in muratura, che possono presentare una storia costruttiva non lineare che ne determina comportamenti imprevedibili. Il testo, a valle di esempi proposti in relazione alla strutturazione della normativa, vuole suggerire alcuni spunti di riflessione sull’uso coerente dello strumento dell’ “Adeguamento” e del “Miglioramento” sismico alla luce di un rinnovato criterio di “Conservazione Integrata”, che introduca anche una seria riflessione sull’ “invasività” delle trasformazioni che devono essere imposte ai fabbricati storici per renderli idonei a determinate funzioni. Nei criteri per la corretta individuazione della destinazione d’uso, Oggi, sarebbe forse auspicabile riflettere a monte sull’incidenza degli interventi richiesti, anche valutando, ove opportuno, un declassamento del fabbricato, ove questo sia necessario per garantire al contempo la sicurezza e la sopravvivenza dei tratti caratteristici e rappresentativi.

La sostenibilità dell'adeguamento e del miglioramento antisismico nel restauro

Martines, Giacomo
2014

Abstract

Il testo vuole mettere in evidenza in importante ed attuale aspetto della operatività del Restauro Architettonico. Alla luce degli interventi di restauro dei beni culturali danneggiati dagli eventi sismici del 2009 in Abruzzo e del 2012 in Emilia Romagna, appare doverosa una riflessione sulle pratiche della progettazione del consolidamento: a prescindere dagli obblighi dettati dalla “normativa antisismica”, si registra una diffusa rinnovata sensibilità verso il comportamento sismico dei fabbricati anche negli ambienti della ricerca universitaria e nelle attività didattiche. Nell’ambito della progettazione si traduce nell’adeguamento (quando possibile ed ove imposto dalla normativa vigente) o nel “miglioramento” del comportamento sismico del fabbricato oggetto del restauro. Tale sensibilità si è immediatamente allargata a tutti i temi di restauro anche prescindendo dai siti direttamente colpiti, non solo in quanto imposto dalla normativa vigente, ma anche perché il tema sismico è pienamente entrato finalmente nella sensibilità della collettività dei restauratori, forse spostando anche l’attenzione di parte della disciplina dalla mera conservazione delle superfici a temi più radicati nella concezione costruttiva, tipologica, morfologica su cui la disciplina del Restauro si è strutturata a partire dall’opera di Gustavo Giovannoni nella Scuola Romana. Il tema dell’adeguamento e del consolidamento sismico, tuttavia, sebbene accuratamente normati con una struttura legislativa molto sensibile ai temi dell’esistente e scientificamente aderente alla realtà fisica e sperimentale del comportamento delle strutture storiche, si presta a diverse vulnerabilità: in primis la fragilità di una analisi comportamentale del Bene oggetto di restauro indissolubilmente dipendente da una modellazione del comportamento della struttura che è frutto dell’interpretazione da parte di chi svolge l’analisi: la modellazione tuttavia richiede competenze tecniche, scientifiche e (non trascurabile) informatiche che spesso esulano dalla formazione di molti restauratori. Né la formazione di un esperto scienziato delle costruzioni comporta necessariamente una sensibilità od un esperienza relative al comportamento delle strutture storiche in muratura, che possono presentare una storia costruttiva non lineare che ne determina comportamenti imprevedibili. Il testo, a valle di esempi proposti in relazione alla strutturazione della normativa, vuole suggerire alcuni spunti di riflessione sull’uso coerente dello strumento dell’ “Adeguamento” e del “Miglioramento” sismico alla luce di un rinnovato criterio di “Conservazione Integrata”, che introduca anche una seria riflessione sull’ “invasività” delle trasformazioni che devono essere imposte ai fabbricati storici per renderli idonei a determinate funzioni. Nei criteri per la corretta individuazione della destinazione d’uso, Oggi, sarebbe forse auspicabile riflettere a monte sull’incidenza degli interventi richiesti, anche valutando, ove opportuno, un declassamento del fabbricato, ove questo sia necessario per garantire al contempo la sicurezza e la sopravvivenza dei tratti caratteristici e rappresentativi.
SCIENZA E BENI CULTURALI
978-88-95409-18-4
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11589/22211
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact