La gestione delle trasformazioni del “territorio”, inteso come un organismo complesso, “registro conservativo delle azioni umane”1 e dunque “patrimonio” culturale e materiale alle diverse scale, rende necessaria una visione sintetica e una collaborazione sinergica tra saperi diversi. Ci si interroga su quale debba essere il ruolo della Progettazione architettonica rispetto all’Urbanistica, alla Pianificazione territoriale, alla Storia, all’Archeologia, al Restauro, e se ancora valga per la Composizione architettonica e urbana lo status originario di disciplina in grado di operare una sintesi attraverso il “progetto”. Ci si chiede se questa disciplina possa e debba orientare l’analisi operata dagli altri saperi, sia quelli di natura teorica o tecnica - che generalmente non si limitano ad una asettica raccolta e descrizione di dati ma mettono in gioco approcci teoricocritici, metodi e strumenti di indagine necessariamente orientati -, sia quelli di natura progettuale come il Restauro e l’Urbanistica - che fanno riferimento ad altri statuti disciplinari e ad altre comunità scientifiche. Ci si interroga su come questo rapporto - spesso difficile o addirittura conflittuale - possa diventare osmotico, sulla base di una sinergia attiva che conduca ogni disciplina ad arricchirsi attraverso l’apporto non solo strumentale, ma soprattutto critico, concettuale e metodologico, delle altre. Una sfida complessa, su cui i Laboratori di Tesi del Corso di Laurea Magistrale in Architettura di Bari scommettono ogni volta, coinvolgendo discipline differenti su temi riferiti al “patrimonio” in tutte le sue scale: dall’edificio, alla città, al territorio. Da queste esperienze emerge che si possono operare “intersezioni” fruttuose, ogni volta da inventare e rinnovare, solo se si condivide un concetto di progetto “del” patrimonio, inteso come atto critico, interpretativo dei valori originari e istitutivo di nuovi significati, che indirizzi l’azione prettamente strumentale alla valorizzazione, tutela, recupero e riuso dei beni architettonici e paesaggistici “per” il patrimonio.

Sinergie disciplinari per il “progetto del patrimonio” nella dimensione territoriale

Vito Quadrato
2019

Abstract

La gestione delle trasformazioni del “territorio”, inteso come un organismo complesso, “registro conservativo delle azioni umane”1 e dunque “patrimonio” culturale e materiale alle diverse scale, rende necessaria una visione sintetica e una collaborazione sinergica tra saperi diversi. Ci si interroga su quale debba essere il ruolo della Progettazione architettonica rispetto all’Urbanistica, alla Pianificazione territoriale, alla Storia, all’Archeologia, al Restauro, e se ancora valga per la Composizione architettonica e urbana lo status originario di disciplina in grado di operare una sintesi attraverso il “progetto”. Ci si chiede se questa disciplina possa e debba orientare l’analisi operata dagli altri saperi, sia quelli di natura teorica o tecnica - che generalmente non si limitano ad una asettica raccolta e descrizione di dati ma mettono in gioco approcci teoricocritici, metodi e strumenti di indagine necessariamente orientati -, sia quelli di natura progettuale come il Restauro e l’Urbanistica - che fanno riferimento ad altri statuti disciplinari e ad altre comunità scientifiche. Ci si interroga su come questo rapporto - spesso difficile o addirittura conflittuale - possa diventare osmotico, sulla base di una sinergia attiva che conduca ogni disciplina ad arricchirsi attraverso l’apporto non solo strumentale, ma soprattutto critico, concettuale e metodologico, delle altre. Una sfida complessa, su cui i Laboratori di Tesi del Corso di Laurea Magistrale in Architettura di Bari scommettono ogni volta, coinvolgendo discipline differenti su temi riferiti al “patrimonio” in tutte le sue scale: dall’edificio, alla città, al territorio. Da queste esperienze emerge che si possono operare “intersezioni” fruttuose, ogni volta da inventare e rinnovare, solo se si condivide un concetto di progetto “del” patrimonio, inteso come atto critico, interpretativo dei valori originari e istitutivo di nuovi significati, che indirizzi l’azione prettamente strumentale alla valorizzazione, tutela, recupero e riuso dei beni architettonici e paesaggistici “per” il patrimonio.
Il progetto di architettura come intersezione di saperi. Per una nozione rinnovata di patrimonio
978-88-909054-9-0
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11589/243201
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact