L’inefficacia delle tradizionali politiche di gestione costiera, basate su approcci “hard” focalizzati principalmente sulle opere di ingegneria per la protezione delle coste e utilizzati per molti decenni come l’unico modo per gestire i relativi rischi, è ormai ampiamente riconosciuta. Altrettanto insufficienti si sono dimostrati gli approcci regolativi alla pianificazione delle aree costiere, essenzialmente basati su vincoli e divieti. Il fallimento di tali metodi, dispositivi e misure è all’origine della crescente consapevolezza che per affrontare i rischi costieri occorra non solo una adeguata conoscenza tecnica dei principali fenomeni fisici, ma anche l’attribuzione della dovuta importanza al coinvolgimento degli stakeholder e delle comunità locali nei ‘processi di governance del rischio’. In linea con questo, i paesi del Mediterraneo da tempo collaborano e adottano misure per la Gestione Integrata delle Zone Costiere. Tuttavia, il mosaico dei regimi giuridici e normativi, dei diritti fondiari, delle strutture organizzative e delle culture amministrative mostra la permanenza di un vuoto giuridico-istituzionale della gestione delle coste nella gran parte del Mediterraneo. Questo contributo intende riflettere su alcune ragioni alla base delle difficoltà di attuazione delle politiche di gestione integrata delle zone costiere, focalizzando l’attenzione sull’esperienza condotta in una piccola città costiera della provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani: Margherita di Savoia, uno dei comuni italiani maggiormente colpiti da erosione costiera e inondazione sia per la sua particolare conformazione urbana sia per lo stretto rapporto con l’economia legata al mare. Di fronte alla complessità e all’incertezza che caratterizzano la gestione delle aree costiere, l’adozione di approcci esplorativi basati sull’elaborazione di scenari consente di indagare la molteplicità dei possibili futuri e i relativi rischi. Se la costruzione di scenari si fonda su processi interattivi che mettono in luce preferenze, valori e aspirazioni di stakeholder e comunità locali, la conoscenza che se ne ricava si rivela particolarmente utile per orientare la progettazione e attuazione delle politiche di gestione. Allo stesso tempo la conoscenza a lungo termine fornisce una base essenziale per elevare la consapevolezza dei partecipanti in merito ai rischi e stimolare la loro partecipazione attiva alla gestione. Il contributo illustra metodo e risultati ottenuti nella costruzione di scenari per la città costiera di Margherita di Savoia nella provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani. Dagli scenari emerge la necessità di orientare la progettazione e attuazione delle politiche per l’area costiera verso una gestione sostenibile che punti non solo alla tutela della spiaggia per assicurare prospettive durevoli al turismo balneare, ma che allarghi lo sguardo agli altri elementi dell’identità locale del territorio, legati principalmente alle saline, all’agricoltura arenaiola e alla pesca.

Multi-actor scenario building for an integrated and sustainable coastal zone management. Insights from the beach-town of Margherita di Savoia (Southern Italy)

Angela Barbanente;Giulia Motta Zanin
2022

Abstract

L’inefficacia delle tradizionali politiche di gestione costiera, basate su approcci “hard” focalizzati principalmente sulle opere di ingegneria per la protezione delle coste e utilizzati per molti decenni come l’unico modo per gestire i relativi rischi, è ormai ampiamente riconosciuta. Altrettanto insufficienti si sono dimostrati gli approcci regolativi alla pianificazione delle aree costiere, essenzialmente basati su vincoli e divieti. Il fallimento di tali metodi, dispositivi e misure è all’origine della crescente consapevolezza che per affrontare i rischi costieri occorra non solo una adeguata conoscenza tecnica dei principali fenomeni fisici, ma anche l’attribuzione della dovuta importanza al coinvolgimento degli stakeholder e delle comunità locali nei ‘processi di governance del rischio’. In linea con questo, i paesi del Mediterraneo da tempo collaborano e adottano misure per la Gestione Integrata delle Zone Costiere. Tuttavia, il mosaico dei regimi giuridici e normativi, dei diritti fondiari, delle strutture organizzative e delle culture amministrative mostra la permanenza di un vuoto giuridico-istituzionale della gestione delle coste nella gran parte del Mediterraneo. Questo contributo intende riflettere su alcune ragioni alla base delle difficoltà di attuazione delle politiche di gestione integrata delle zone costiere, focalizzando l’attenzione sull’esperienza condotta in una piccola città costiera della provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani: Margherita di Savoia, uno dei comuni italiani maggiormente colpiti da erosione costiera e inondazione sia per la sua particolare conformazione urbana sia per lo stretto rapporto con l’economia legata al mare. Di fronte alla complessità e all’incertezza che caratterizzano la gestione delle aree costiere, l’adozione di approcci esplorativi basati sull’elaborazione di scenari consente di indagare la molteplicità dei possibili futuri e i relativi rischi. Se la costruzione di scenari si fonda su processi interattivi che mettono in luce preferenze, valori e aspirazioni di stakeholder e comunità locali, la conoscenza che se ne ricava si rivela particolarmente utile per orientare la progettazione e attuazione delle politiche di gestione. Allo stesso tempo la conoscenza a lungo termine fornisce una base essenziale per elevare la consapevolezza dei partecipanti in merito ai rischi e stimolare la loro partecipazione attiva alla gestione. Il contributo illustra metodo e risultati ottenuti nella costruzione di scenari per la città costiera di Margherita di Savoia nella provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani. Dagli scenari emerge la necessità di orientare la progettazione e attuazione delle politiche per l’area costiera verso una gestione sostenibile che punti non solo alla tutela della spiaggia per assicurare prospettive durevoli al turismo balneare, ma che allarghi lo sguardo agli altri elementi dell’identità locale del territorio, legati principalmente alle saline, all’agricoltura arenaiola e alla pesca.
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