Le ceneri del Vesuvio hanno preservato cospicue testimonianze dell‟antica città di Pompei, fra cui le ricche decorazioni parietali delle ville, delle case e degli edifici pubblici straordinariamente affrescati con colori vivaci e brillanti, che mostrano una realtà ben più variopinta di quella che si possa immaginare. Fra i luoghi più importanti della città che hanno restituito una decorazione parietale vi è il Capitolium, il tempio esastilo eretto sul lato Nord del Foro Civile, originariamente dedicato al culto di Giove e successivamente sede del culto della Triade Capitolina costituita da Iuppiter Optimus Maximus e dalle due controparti femminili Iuno Regina e Minerva Augusta. Nonostante i danni di guerra, le intemperie e lo scorrere del tempo che hanno inevitabilmente compromesso la struttura e il ricco cromatismo delle decorazioni della cella, un attento esame dei paramenti murari mostra ancora porzioni d‟intonaco colorato, da cui emergono piccoli dettagli utili alla ricostruzione della splendida decorazione, riconducibile ad una fase di fine II stile e inizi del III, e dei colori impiegati. Questo studio si propone di restituire l‟apparato decorativo e cromatico del tempio attraverso l‟analisi macroscopica dei dati superstiti, la lettura dei diari di scavo e le preziose illustrazioni degli artisti che in tempi lontani hanno potuto ammirare una decorazione più integra di quella odierna. Le parole delle fonti antiche sono infatti di grande importanza per la restituzione dei colori adoperati, in particolar modo quelle di Plinio il Vecchio e di Vitruvio, che nei loro celebri trattati delineano la figura del pictor e descrivono i metodi di produzione e le risorse primarie da impiegare per la creazione di una vasta gamma di colori, alcuni dei quali adottati proprio a Pompei, come il costosissimo purpurissum. Attraverso i dati raccolti è possibile la restituzione delle pitture colorate che ornavano la cella di uno dei templi più importanti della città, al cui interno era custodito il maestoso gruppo scultoreo della Triade Capitolina e che, attraverso il grande portale d‟ingresso, era visibile persino dal capo opposto del Foro Civile, come un occhio sempiterno che guidava e proteggeva la comunità pompeiana. La mappatura del degrado superficiale dei paramenti, inoltre, riassumerà lo stato di conservazione attuale degli intonaci parietali, ponendo le basi per possibili azioni future di tutela e valorizzazione delle decorazioni pittoriche, destinate ad essere compromesse dall‟azione del tempo.

La decorazione parietale della cella del Capitolium di Pompei / Laera, Alessandro. - ELETTRONICO. - (2020), pp. 141-148. (Intervento presentato al convegno 16. Conferenza del colore tenutosi a Bergamo nel 3-4 settembre 2020).

La decorazione parietale della cella del Capitolium di Pompei

Alessandro Laera
2020-01-01

Abstract

Le ceneri del Vesuvio hanno preservato cospicue testimonianze dell‟antica città di Pompei, fra cui le ricche decorazioni parietali delle ville, delle case e degli edifici pubblici straordinariamente affrescati con colori vivaci e brillanti, che mostrano una realtà ben più variopinta di quella che si possa immaginare. Fra i luoghi più importanti della città che hanno restituito una decorazione parietale vi è il Capitolium, il tempio esastilo eretto sul lato Nord del Foro Civile, originariamente dedicato al culto di Giove e successivamente sede del culto della Triade Capitolina costituita da Iuppiter Optimus Maximus e dalle due controparti femminili Iuno Regina e Minerva Augusta. Nonostante i danni di guerra, le intemperie e lo scorrere del tempo che hanno inevitabilmente compromesso la struttura e il ricco cromatismo delle decorazioni della cella, un attento esame dei paramenti murari mostra ancora porzioni d‟intonaco colorato, da cui emergono piccoli dettagli utili alla ricostruzione della splendida decorazione, riconducibile ad una fase di fine II stile e inizi del III, e dei colori impiegati. Questo studio si propone di restituire l‟apparato decorativo e cromatico del tempio attraverso l‟analisi macroscopica dei dati superstiti, la lettura dei diari di scavo e le preziose illustrazioni degli artisti che in tempi lontani hanno potuto ammirare una decorazione più integra di quella odierna. Le parole delle fonti antiche sono infatti di grande importanza per la restituzione dei colori adoperati, in particolar modo quelle di Plinio il Vecchio e di Vitruvio, che nei loro celebri trattati delineano la figura del pictor e descrivono i metodi di produzione e le risorse primarie da impiegare per la creazione di una vasta gamma di colori, alcuni dei quali adottati proprio a Pompei, come il costosissimo purpurissum. Attraverso i dati raccolti è possibile la restituzione delle pitture colorate che ornavano la cella di uno dei templi più importanti della città, al cui interno era custodito il maestoso gruppo scultoreo della Triade Capitolina e che, attraverso il grande portale d‟ingresso, era visibile persino dal capo opposto del Foro Civile, come un occhio sempiterno che guidava e proteggeva la comunità pompeiana. La mappatura del degrado superficiale dei paramenti, inoltre, riassumerà lo stato di conservazione attuale degli intonaci parietali, ponendo le basi per possibili azioni future di tutela e valorizzazione delle decorazioni pittoriche, destinate ad essere compromesse dall‟azione del tempo.
2020
16. Conferenza del colore
978-88-99513-12-2
https://www.gruppodelcolore.org/wp-content/uploads/2020/11/ColoreEcolorimetriaContributiMultidisciplinari_VolXVIA.pdf
La decorazione parietale della cella del Capitolium di Pompei / Laera, Alessandro. - ELETTRONICO. - (2020), pp. 141-148. (Intervento presentato al convegno 16. Conferenza del colore tenutosi a Bergamo nel 3-4 settembre 2020).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/284683
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