This research addresses the notion of urban proximity as an interpretive lens for the contradictions of the contemporary city, inherited from the expansive planning of the twentieth century and from the "city of distances" model, grounded in functional separation and car dependency. Starting from a critical reading of the debate on the "15-minute city," proximity is redefined not as a neo-functionalist reduction of access times to services, but as a properly urban-planning question, concerning the distribution of opportunities across space, the quality of everyday life, and urban equity, articulating the twofold physical (ville) and community (cité) dimension of the city. Within this framework, the work identifies the school as a strategic lever for making proximity operational, as an infrastructure capable of interweaving accessibility, urban welfare, active mobility, safety of movement, and the construction of neighbourhood centralities. The hypothesis is tested through two case studies selected according to a different cases logic, Tirana (the TR2030 plan) and Bologna (the Piano Urbanistico Generale), analysed not in their entirety but by following the process that runs from strategy to implementation tools. The comparison shows that what proves transferable is not the individual project, but rather the principle of the school as an endowment capable of holding together the different dimensions of proximity. The research also reveals critical issues related to implementation (dependence on public-private partnerships, administrative discontinuity, and the episodic nature of experiments). The thesis concludes that the city of proximity is not a sum of isolated interventions, but a comprehensive urban project, in which urban planning remains the central device of the transition, provided it is supported by institutionalisation, continuity, and community involvement.

La ricerca affronta la nozione di prossimità urbana come chiave di lettura delle contraddizioni della città contemporanea, ereditate dalla pianificazione espansiva novecentesca e dal modello della “città delle distanze” fondato sulla separazione funzionale e sulla dipendenza dall’automobile. A partire da una lettura critica del dibattito sulla “città dei 15 minuti”, la prossimità viene ridefinita non come riduzione neo-funzionalista dei tempi di accesso ai servizi, ma come questione propriamente urbanistica, che riguarda la distribuzione delle opportunità nello spazio, la qualità della vita quotidiana e l’equità urbana, articolando la duplice dimensione fisica (ville) e comunitaria (citè) della città. All’interno di questo quadro il lavoro individua nella scuola una leva strategica per rendere operativa la prossimità, in quanto infrastruttura capace di intrecciare accessibilità, welfare urbano, mobilità dolce, sicurezza degli spostamenti e costruzione di centralità di quartiere. L’ipotesi è verificata attraverso due casi studio scelti secondo una logica di different cases, Tirana (piano TR2030) e Bologna (Piano Urbanistico Generale), analizzati non nel loro complesso, ma seguendo la processualità che va dalla strategia agli strumenti attuativi. La comparazione mostra che ciò che risulta trasferibile non è il singolo progetto, bensì il principio della scuola come dotazione capace di tenere insieme le diverse dimensioni della prossimità. Emergono dalla ricerca anche criticità legate all’attuazione (dipendenza dal partenariato pubblico-privato, discontinuità amministrativa, natura episodica delle sperimentazioni). La tesi conclude che la città di prossimità non è una somma di interventi puntuali, ma un progetto urbano complessivo, in cui il piano urbanistico resta il dispositivo centrale della transizione, purché sostenuto da istituzionalizzazione, continuità e coinvolgimento delle comunità.

Verso la città di prossimità: il ruolo della pianificazione urbanistica e della scuola nella trasformazione urbana / Spadafina, G.. - ELETTRONICO. - (2026).

Verso la città di prossimità: il ruolo della pianificazione urbanistica e della scuola nella trasformazione urbana

Spadafina, Giulia
2026

Abstract

This research addresses the notion of urban proximity as an interpretive lens for the contradictions of the contemporary city, inherited from the expansive planning of the twentieth century and from the "city of distances" model, grounded in functional separation and car dependency. Starting from a critical reading of the debate on the "15-minute city," proximity is redefined not as a neo-functionalist reduction of access times to services, but as a properly urban-planning question, concerning the distribution of opportunities across space, the quality of everyday life, and urban equity, articulating the twofold physical (ville) and community (cité) dimension of the city. Within this framework, the work identifies the school as a strategic lever for making proximity operational, as an infrastructure capable of interweaving accessibility, urban welfare, active mobility, safety of movement, and the construction of neighbourhood centralities. The hypothesis is tested through two case studies selected according to a different cases logic, Tirana (the TR2030 plan) and Bologna (the Piano Urbanistico Generale), analysed not in their entirety but by following the process that runs from strategy to implementation tools. The comparison shows that what proves transferable is not the individual project, but rather the principle of the school as an endowment capable of holding together the different dimensions of proximity. The research also reveals critical issues related to implementation (dependence on public-private partnerships, administrative discontinuity, and the episodic nature of experiments). The thesis concludes that the city of proximity is not a sum of isolated interventions, but a comprehensive urban project, in which urban planning remains the central device of the transition, provided it is supported by institutionalisation, continuity, and community involvement.
2026
La ricerca affronta la nozione di prossimità urbana come chiave di lettura delle contraddizioni della città contemporanea, ereditate dalla pianificazione espansiva novecentesca e dal modello della “città delle distanze” fondato sulla separazione funzionale e sulla dipendenza dall’automobile. A partire da una lettura critica del dibattito sulla “città dei 15 minuti”, la prossimità viene ridefinita non come riduzione neo-funzionalista dei tempi di accesso ai servizi, ma come questione propriamente urbanistica, che riguarda la distribuzione delle opportunità nello spazio, la qualità della vita quotidiana e l’equità urbana, articolando la duplice dimensione fisica (ville) e comunitaria (citè) della città. All’interno di questo quadro il lavoro individua nella scuola una leva strategica per rendere operativa la prossimità, in quanto infrastruttura capace di intrecciare accessibilità, welfare urbano, mobilità dolce, sicurezza degli spostamenti e costruzione di centralità di quartiere. L’ipotesi è verificata attraverso due casi studio scelti secondo una logica di different cases, Tirana (piano TR2030) e Bologna (Piano Urbanistico Generale), analizzati non nel loro complesso, ma seguendo la processualità che va dalla strategia agli strumenti attuativi. La comparazione mostra che ciò che risulta trasferibile non è il singolo progetto, bensì il principio della scuola come dotazione capace di tenere insieme le diverse dimensioni della prossimità. Emergono dalla ricerca anche criticità legate all’attuazione (dipendenza dal partenariato pubblico-privato, discontinuità amministrativa, natura episodica delle sperimentazioni). La tesi conclude che la città di prossimità non è una somma di interventi puntuali, ma un progetto urbano complessivo, in cui il piano urbanistico resta il dispositivo centrale della transizione, purché sostenuto da istituzionalizzazione, continuità e coinvolgimento delle comunità.
prossimità; pianificazione urbanistica; scuola
Verso la città di prossimità: il ruolo della pianificazione urbanistica e della scuola nella trasformazione urbana / Spadafina, G.. - ELETTRONICO. - (2026).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11589/305145
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